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Torna il "Rigoletto a Mantova"

Un film "in diretta" con la regia di Marco Bellocchio. Su Rai 1 il 2 gennaio alle 23.30

29-12-2010 13:32

Torna il "Rigoletto a Mantova"

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Sarà un nuovo straordinario appuntamento con “Rigoletto”, un “Film in diretta” realizzato a Mantova, luogo scelto da Giuseppe Verdi per narrare la storia amara del celebre buffone di corte, ad emozionare i telespettatori su Rai1 la sera del 2 gennaio.

Alle 23.00, dopo il capolavoro di Disney “Biancaneve e i sette nani”, andrà in onda, dunque, un altro grande classico, uno spettacolo, visto all’inizio di settembre da oltre un miliardo di spettatori in ben 148 paesi, e che ora viene riproposto in una versione arricchita di nuovi elementi spettacolari.

Andrea Andermann, che ha ideato e prodotto il “Rigoletto a Mantova”, terza tappa del suo progetto pluriennale “La Via della Musica”, d’intesa con Placido Domingo (nei panni del protagonista) e il Maestro Zubin Mehta, ha profondamente rielaborato quanto realizzato a Mantova.

Ben 3 mesi di postproduzione, in cui è stato rimissato interamente il Film, con i fonici della Radiofonia Rai, a partire da 126 piste sonore. Vittorio Storaro ha dedicato diverse settimane a “ridipingere” le sequenze anche all’interno delle singole inquadrature. Si tratta di un film, ma girato, cantato e trasmesso “in diretta”, in cui un capolavoro del melodramma si coniuga con il Cinema, in luoghi di straordinaria bellezza.

Con artisti d’eccezione: il regista Marco Bellocchio, il Maestro Zubin Mehta con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, Vittorio Storaro per la fotografia, e tutti gli altri interpreti, Julia Novikova, Vittorio Grigolo, Ruggero Raimondi e Nino Surguladze.

La Rai per mesi ha impegnato le sue migliori professionalità e i più sofisticati mezzi di ripresa in Alta Definizione per la realizzazione del progetto, per mostrare al mondo, come dice Andermann “la quintessenza della cultura italiana, qual è il Melodramma, coniugato a luoghi di straordinaria bellezza e rielaborato in un sofisticato linguaggio audiovisivo”.

Placido Domingo, che ha debuttato nel ruolo di Rigoletto, ha detto: “E’ con un bel po’ di preoccupazione che ho accettato la proposta di Andrea Andermann. Tanto più perché mi si chiedeva d’interpretare per la prima volta il ruolo di Rigoletto: una sfida che aveva però tutti i presupposti per uno spettacolo innovativo e di grande qualità. Ora, posso dire che sono molto molto orgoglioso di avervi partecipato”.

Placido Domingo, che introduce in video, appositamente per questa trasmissione della Nuova Versione del Film, riassume così la vicenda: “In un mondo di libertini e di balordi, di gentildonne e prostitute, vive Rigoletto: un buffone di corte -io…- padre apprensivo della propria adorata figlia Gilda, di cui s’invaghisce il Duca di Mantova. Gilda, credendolo uno studente, corrisponde a questo amore, ma nel frattempo il cortigiano Marullo diffonde la voce che il sottoscritto abbia un’amante; così organizza il rapimento di Gilda consegnandola al Duca, che la possiede. Io, infuriato, contatto Sparafucile perché uccida il Duca. E per legittimare la mia vendetta, mostro a mia figlia cosa combina il Duca: spiandolo mentre, nella locanda di Sparafucile, seduce la sorella Maddalena. Sarà proprio lei a convincere il fratello ad uccidere -al posto del Duca, del quale anche lei s’è innamorata- il primo uomo che entrerà nella locanda. Gilda decide allora di sacrificarsi per il suo amato Duca presentandosi in abiti maschili, e viene pugnalata a morte. Quando Sparafucile mi consegna il sacco, scopro dentro, invece del Duca, il corpo morente di mia figlia. Così si avvera la terribile maledizione”.  “Convivo da oltre quarant’anni con questa musica straordinaria,- conclude Domingo - e provo sempre nuove emozioni che voglio condividere con i telespettatori italiani la sera del 2 gennaio”.

Il Rigoletto di Verdi ha tutto per conquistare anche chi dell’opera lirica sa poco o nulla, una vicenda piena di colpi di scena, melodie memorabili e situazioni ancora oggi molto attuali: i vizi del potere, passione e tradimento, amore filiale e vendetta, maledizione e morte.

Il Maestro Zubin Mehta afferma: “Non è soltanto Verdi all’apice della sua creatività, ma anche uno spettacolare thriller”.


Fonte: Ufficio Stampa Rai


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