[an error occurred while processing this directive]

Rai Music News

NOTIZIE

Stasi

L'album "Identità"

20-09-2010 12:09

    » Segnala ad un amico
    Stasi

    Rai Music vi presenta il gruppo pop-rock “Stasi”, e il suo album “Identità”.

    Il primo nucleo del gruppo è formato dall’incontro fra la compositrice Cristina Puia e l’autore Ruggero Ruggieri, a cui si aggiunge Luana Barnabà, la Vocalist del gruppo: il trio si esibirà nei live in quintetto con la partecipazione di diversi strumentisti.

    Obiettivo del loro progetto musicale: innestare le influenze balcaniche e i suoni tradizionali dell’est europeo nella tradizione del cantautorato nostrano.

    Il loro riferimento principale: il rock dei Nirvana. Testi “impegnati” e affilati, la loro carta di identità.

    L’album che ci propongono racconta dei disagi che allignano in una realtà di degrado sociale, dove la paura del diverso getta la sua lunga ombra rispetto al desiderio di una convivenza pacifica.

    “Identità”, il brano che dà il titolo all’album, affronta le inquietudini che si agitano in una società multietnica, che necessariamente porta ad un confronto fra culture anche molto differenti fra loro: la ricerca delle proprie tradizioni culturali e il tentativo di realizzare una piena integrazione con le culture altre è l’unica strada possibile da perseguire.

    L’aspetto interessante del pezzo è come la chiarezza del testo riesce a trovare un puntale contrappunto sonoro, con strumenti balcanici che si amalgamano “pacificamente” con un sound nazionale.

    Rai Music ha scelto però di proporvi il videoclip del brano “Regole”, che vede la partecipazione di Tony Esposito, per la regia di Simone Barbetti.

    Un brano “schierato” contro il “sistema” e le sue rigidità, che fiaccano le personalità individuali e ne succhiano la linfa vitale. A questo occorre opporre un secco rifiuto, nel tentativo - spesso “folle” - di preservare la propria irriducibile singolarità: “se credi sia follia/ combattere con grande accanimento / per la tua diversità/ usare ogni mezzo/ per non limitarla o inibirla/ in tutte le tue attività/ respingere ogni giorno/ durante il tuo cammino/ ciò che impone/ tornare alla normalità/ ebbene pensa pure/ che voglio essere pazza e che la mia pazzia non si curerà”.

    In ogni brano di questo album c’è dentro la rabbia di una frustrazione e la spinta a reagire: in “Automaticamente” il fallimento di una relazione sentimentale spinge la persona delusa a riappropriarsi della propria esistenza; in “Mai” medesimo è il rammarico per la scoperta di un partner incapace di amare e il necessario abbandono di questi ne è l’inevitabile epilogo; in “Sai” ad essere urlato è il proprio desiderio di riscatto, forti della coerenza delle proprie idee; “Frenare e arrivare” regala la leggerezza di una ballata alla determinazione di rilanciare in alto i propri obiettivi, a dispetto di una società che vorrebbe arginarli.

    E ancora “Frammenti” (sulle istituzioni preposte all’”inserimento” di un individuo nella vita, che spesso falliscono nell’arduo compito), “Guardo” (sulla violenza domestica), “Spada” (sulla droga), “Popolo Sovrano” (sui Talent-show): la musica degli Stasi è dichiaratamente fatta per far pensare, per prendere posizione, per rimboccarsi le maniche, in vista di un mondo migliore.

     

    Guarda il video

     

     

    [an error occurred while processing this directive]